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Le carte delle Fallacie

21,00

Fallācĭae è il nome delle prime, uniche e originali carte delle fallacie a fumetti, un innovativo strumento per promuovere il pensiero critico con un approccio visivo.

Quaranta carte 8×14 cm stampate su un elegante cartoncino opaco, per esplorare in modo semplice e divertente gli errori nascosti nelle argomentazioni!

Le fallacie argomentative sono errori che si nascondono nelle argomentazioni e nei ragionamenti. Un ascoltatore distratto o impreparato spesso non ci fa caso e rischia di prendere per valido ciò che in realtà è ingannevole.

Abili e maliziosi persuasori possono quindi sfruttare le fallacie per prevalere, in una discussione, su chi invece sta argomentando in un modo rispettoso della logica.

Ma le fallacie non sono sempre volontarie: è possibile anche incorrere in una fallacia senza rendersene conto, e in questo caso si rischia di ingannare sé stessi.

Conoscere le fallacie è quindi importante per controllare la correttezza delle proprie e altrui argomentazioni e per evitare le trappole dei manipolatori.

Smascherare gli inganni sarà più facile e divertente conoscendo i nomi dei diversi tipi di fallacie, e nel loro piccolo queste carte vogliono spesso anche suggerire come replicare alle argomentazioni ingannevoli. Il tutto, con l’umorismo, il linguaggio semplice e l’immediatezza tipici dei fumetti.

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Alcuni scenari a mo' d'esempio

Una su quaranta - un gioco per i più giovani

  • L'insegnante divide la scolaresca in due o più squadre; per ogni squadra sarà necessario disporre di un mazzo di carte.
  • Per ogni fallacia che si vuole esporre (si presume che ogni volta ne si voglia proporre un numero molto limitato), l'insegnante deve aver preparato una situazione analoga a quella descritta dalla carta, con un relativo copione che chiamerà due studenti a turno a rappresentare (oppure due studenti per squadra, con un copione uguale o simile).
  • Terminata la rappresentazione, le squadre, consultando le carte, devono trovare per analogia il nome della fallacia rappresentata e scriverla su un foglio, in un tempo limitato.
  • Se una più squadre indovinano la fallacia, queste squadre guadagnano dei punti e si può passare alla mano (alla fallacia) successiva.
  • Se tutte le squadre sbagliano, hanno a disposizione ancora lo stesso tempo per riprovarci e così via.
  • L'insegnante potrà poi attribuire un punteggio anche alle squadre i cui "attori" (o artisti) hanno interpretato bene la fallacia.
  • Dopo ogni mano l'insegnante può spiegare la fallacia in oggetto.

Una su quaranta - lo stesso gioco per studenti più maturi

  • Una possibile variante rispetto al caso precedente prevede che gli studenti chiamati a rappresentare la fallacia in oggetto debbano essi stessi elaborare una situazione da rappresentare.
  • In questo caso può essere utile che il gioco preveda tre squadre, dove una squadra a turno ha il compito di rappresentare la fallacia (tramite attori sempre diversi ma con il contributo di tutta la squadra) mentre le altre due squadre si sfidano per individuare la fallacia.
  • L'insegnante attribuirà un punteggio più o meno alto alla squadra che ha interpretato la fallacia in base alla correttezza dell'esempio e alla qualità della rappresentazione.

Quale delle tre? - un altro gioco, con tante possibili varianti

  • Tre squadre (ma anche quattro)
  • L'insegnante chiama una coppia per squadra a interpretare un copione diverso: uno solo di questi copioni contiene una fallacia.
  • Finita la rappresentazione, le squadre si mettono al lavoro (con le carte) per individuare quale delle tre scenette contiene la fallacia; c'è un tempo limitato a disposizione e il risultato va scritto su un foglio.
  • Si può attribuire un punteggio ulteriore alla spiegazione della fallacia da parte delle squadre (quindi oltre al punteggio per aver riconosciuto il ragionamento fallace, si aggiunge un punteggio per aver individuato il nome della fallacia e un punteggio per la spiegazione).
  • L'insegnante integra poi la spiegazione.
  • Una variante prevede che l'insegnante spieghi prima la fallacia da individuare: in tal caso i tre copioni potranno anche riguardare una fallacia diversa, ma l'obiettivo è quello di riconoscere la fallacia proposta dall'insegnante.

Le so tutte - un gioco da fare quando ormai le fallacie sono state tutte spiegate, tanto per rinfrescarle

  • Più squadre, dove ogni studente si sceglie un numero progressivo da 1 a X
  • L'insegnante chiama un numero (come nel gioco "bandiera") e si presentano i rappresentanti delle squadre con quel numero (quindi, ad esempio, il numero 3 della squadra A, il numero 3 della squadra B e il numero 3 della squadra C). Solo questi rappresentanti potranno rispondere al quesito, senza consultare le carte.
  • L'insegnante propone la definizione della fallacia (o un dialogo che la rappresenta) e il primo che pronuncia il nome giusto porta un punto alla squadra (se sbaglia deve aspettare che abbiano risposto anche gli altri prima di riprovarci).
  • Il gioco prosegue con una nuova carta e con i giocatori con un nuovo numero (ad esempio i numeri 7 di ogni squadra).

Il dibattito argomentativo nelle scuole e nelle università


La carte, come già detto, possono costituire un supporto prezioso per i docenti che hanno proposto il dibattito nelle loro classi.

Come spiega efficacemente il sito www.debateitalia.it patrocinato dal ministero, tra le opzioni formative che "consentono di sviluppare capacità di argomentazione e di strutturare competenze che formano la personalità" si sta diffondendo sempre di più il dibattito argomentativo di stampo anglosassone (debate) che "sviluppa significative abilità analitiche, critiche, argomentative e comunicative, sia verbali sia non verbali, in un'ottica di educazione alla cittadinanza democratica e partecipativa".

Per un approfondimento consigliamo di consultare, in rete, le risorse dedicate, come quelle del ministero (il succitato www.debateitalia.it) oppure il sito dell'Associazione Docenti e Dirigenti Scolastici Italiani e naturalmente il progetto "Palestra di Botta e Risposta"

A chiunque voglia cimentarsi nelle gare di dibattito, anche fuori dalla scuola, consigliamo di incontrare gli universitari della Società Dibattiti Pavese (Instagram: @societadibattiti.pv).

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